ECCO PERCHÉ IL CAGLIARI HA PERSO. NESSUNO NE PARLA. NEPPURE I TIFOSI.

L’ Editoriale di Graziella Marchi

Cambiare nome allo Stadio non ha portato bene. Cosa c è dietro?

Nessuno se n’ è accorto? Tutti i tifosi cagliaritani zitti e buoni. Nessun sardo, tifoso, si lamenta. Nessun giornalista lo ha sottolineato. Ma sopratutto la Giunta Comunale Truzzu non ha detto una parola in proposito. Perché?

Di cosa parlo? E’ da mesi che ci faccio caso. E’ da quel momento che il Cagliari è andato giù in picchiata.

Parlo del cambio repentino e furbo al NOME dello Stadio della Città, ad opera del proprietario del Cagliari Calcio Giulini. Senza alcun Atto formale della Giunta Comunale Truzzu, che passivamente ha accettato. Senza dubbio senza alcun interpello ai cittadini cagliaritani, che subiscono inesorabilmente.

Caro Giulini, tu non puoi cambiare il nome SANT’ELIA con UNIPOL DOMUS. Prima di tutto perché è un Santo che ha sempre protetto la città e la Squadra, in secondo luogo perché e lo storico quartiere di Cagliari di cui lo Stadio porta il nome. In terzo luogo perché UNIPOL DOMUS è un nome così lampante di scambio di sponsorizzazione, quasi al limite del “viscido”.

Quanto ha pagato la UNIPOL caro Giulini per convincerti a cambiare il nome, così importante, storico dello Stadio del Cagliari? Lo scambio pubblicitario, suggerisco, si sarebbe potuto fare in spazi interni ed esterni dello stadio e con altra tipologia di comunicazione pubblicitaria!

Ma scopro che tutto risale all’ epoca della Giunta Zedda, infatti non dimentichiamoci che UNIPOL, notoriamente, e’ una compagnia di Assicurazione di sinistra. Ed a pensar male a volte…. ci si azzecca!

Vogliamo adesso sapere cosa c è dietro il cambio del nome dello Stadio del Cagliari Calcio e chi ha preso i soldi dati dalla Unipol! Solo il Cagliari Calcio o anche il Comune di Cagliari Giunta Zedda?

Lancerei una petizione per rimettere le pedine al loro posto, partendo dal nome dello Stadio, il suo nome vero, storico, con buona pace di tutti, benedetti e protetti nuovamente dal caro, amato, Sant’ Elia.

DURISSIMO SFOGO DI GIULINI SU SKY SPORT
La rabbia per la retrocessione arrivata in maniera davvero rocambolesca è tanta, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini, non la nasconde affatto. Parla di progetti andati male, di tentativi finiti peggio, poi ad un certo punto comincia a rimestare nel personale e nella storia salta fuori anche l’azienda di famiglia. La Fluorsid, secondo quanto dichiarato dal presidente, sarebbe stata vittima di chissà quale macchinazione infernale. Non penso che si possa fare questa affermazione in TV senza tirare in ballo il territorio comunale dove è ubicata la fabbrica: Assemini. Da amministratore proprio di Assemini, quelle dichiarazioni, sicuramente fatte in un momento di rabbia, mi hanno lasciato letteralmente stupito. È una vicenda giudiziaria che ha avuto come epilogo un patteggiamento che a casa mia non è proprio un’assoluzione, non solo, la stessa azienda si è assunta l’onere di investire ben 22 milioni di euro per effettuare le bonifiche. Sono e sarò sempre garantista sino a prova contraria e nutro anche il massimo rispetto verso gli imprenditori che investono e creano lavoro ed economia nel territorio, ma su questo argomento sarebbe opportuno mantenere un atteggiamento sobrio e responsabile, perché la vicenda non è così tranquilla come si vuol far capire. E questo non ha nulla a che fare con la drammatica retrocessione del Cagliari, ma questa è un’altra storia..